All’inseguimento dei Templari

da: Sardegna Quotidiano
Sardegna Quotidiano
18 gennaio 2012

All’inseguimento dei Templari anche nell’isola

Dan Brown? No grazie, né Priorati di Sion, né Maddalene amanti di Cristo. Qui si fa vera e appassionata storia. E anche se i Templari sono sempre presenti in ogni misteriosa rete sotterranea che lega e dà senso gli eventi del presente, l’oggetto del volume “Templari, Crociate, Giudicati e Ordini monastico-cavallereschi nella Sardegna medioevale” (per i tipi di Arkadia) ha lo steso grado di mistero di ogni ricerca storica che tenta di fendere gettando luce sulla nebbia del passato. Il libro, che verrà presentato domani alle 18 al Museo del Duomo, a cura di Massimo Rassu, cultore di Storia dell’Architettura e presidente dell’A.r.s.o.m. (Associazione ricerche storiche sugli ordini militari) è una ricerca collettiva ad opera di una serie di studiosi sardi. Si parla dei Cavalieri Templari, delle loro tracce lasciate qua e là nella Sardegna medievale, prima che una sorta di congiura dei “poteri forti” del tempo, Papato e di Francia, ne decretassero la tragica fine, tra il 1312 e il 1314. Caccia al templare, bolle e anatemi, arresti di massa, processi sommari, il rogo finale dell’ultimo gran maestro dell’Ordine, il leggendario Jacques de Molay, il 18 marzo 1314 ,davanti alla cattedrale di Parigi, sull’isola della Senna detta dei giudei. E la spoliazione dei ricchi beni dell’Ordine, altro tema centrale del libro, visto dalla micro-ottica dell’Isola, che passarono ai Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme (poi Rodi, poi Malta). Nei 14 interventi che compongono il libro, si tenta di tirare le fila di un periodo che vede la Sardegna agganciata alle vicende della “grande storia” Europea. Il tutto visto dall’ottica di quella strana creatura, strana per noi moderni, che furono gli ordini monastico cvallereschi, strana nel senso di una fusione oggi impensabile in Occidente di preti-guerrieri. Una delle novità del volume è l’impostazione metodologica adottata dagli studiosi coordinati da Rassu, che consiste nell’abbandono della preferenza attribuita alle tracce esteriori della presenza templare nell’Isola (croci, gioielli, iscrizioni ecc.) per privilegiare invece l’esame dei cosiddetti “cabrei” maltesi, interminabili inventari di beni posseduti dagli Ospedalieri. L’incremento massiccio di beni proprio in coincidenza della soppressione qualche sospetto, effettivamente, lo desta.

(Massimiliano Lasio)


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