“I padri si saltano” su Mangialibri
I padri si saltano
Diego Verun è un placido insegnante, sposato con unʼimpiegata, e ha una figlia adorabile. La sua, insomma, è la classica, tranquilla, condizione del piccolo-borghese ben integrato nellʼaltrettanto tranquilla cittadina del ricco Trentino. Ma un giorno si verifica un evento che scombina il tran-tran quotidiano: Diego riceve uno strano messaggio di un fantomatico Magra Sorte. Dopo qualche esitazione, decide di rispondere e scopre che in realtà si tratta di un musicista incontrato a Berlino durante il soggiorno legato ad una borsa di studio ottenuta in Germania. Dallʼinterlocutore, il cui nome è significativamente Eritreo, riceve una strana proposta: scriverne lʼautobiografia. Ma quello che allʼinizio sembra un semplice lavoro di composizione-fantasma si trasforma ben presto in qualcosa di inquietante e sorprendente…
In questo romanzo Stefano Zangrando traspone molto del suo vissuto: lʼambiente, anzitutto. Perché lo sfondo del romanzo si sposta tra il Trentino, Berlino e Cagliari. E poi la sua formazione di germanista avvezzo alla composizione di saggi e recensioni. Ne deriva una scrittura stratificata, in cui le classiche componenti del giallo si intersecano con schegge saggistiche. In questo modo la lettura risulta al contempo intrigante e impreziosita da componenti extra-narrativi. Il sistema dei personaggi è ben costruito. Infatti, oltre ai due protagonisti, ci sono diverse figure di contorno che non si possono definire semplici comprimari.
Alfredo Sgroi
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