“Il tempo degli inganni” su I-Libri
Il tempo degli inganni di Elena Zucchi
Con Il tempo degli inganni (Arkadia, Eclypse 186) Elena Zucchi porta in scena Arianna Radice, psicoterapeuta milanese quarantenne segnata da un trauma adolescenziale. L’arrivo in studio di un nuovo paziente riapre la ferita legata all’amica del liceo, tra desiderio di vendetta, verità inaspettate e la difficile liberazione dal passato.
Elena Zucchi torna in libreria con un nuovo romanzo che mette al centro le fragilità e le contraddizioni del presente. Il tempo degli inganni”, uscito per Arkadia Editore nella collana Eclypse (n. 186), intreccia amicizia e amore, inganni e tradimenti, in una vicenda dove le vittime possono trasformarsi in colpevoli e dove il passato non smette di chiedere conto al presente. Al centro della storia c’è una protagonista divisa tra il ruolo professionale che la definisce e un irrisolto nucleo interiore che la trascina indietro nel tempo.
La protagonista del romanzo è Arianna Radice, psicoterapeuta milanese di quarant’anni, una professionista affermata che porta però dentro di sé il peso di una storia personale complessa. In lei convivono zone d’ombra e inquietudini che si manifestano in una vita sentimentale confusa e disordinata, segnata da legami irrisolti e da emozioni che faticano a trovare un assetto. Arianna vive nel quartiere Martesana, dove è cresciuta con l’eccentrica zia Bertilla dopo essere rimasta orfana a quattordici anni, un trauma che la accompagna e che alimenta il senso di colpa per la morte dei genitori. È su questo terreno già fragile che si innesta l’evento destinato a rimettere tutto in discussione.
La svolta narrativa arriva in un pomeriggio di primavera, quando nello studio di Arianna si presenta un nuovo paziente, Livio Ferrari, afflitto da un problema di deglutizione che non trova spiegazioni organiche. Durante il colloquio Arianna scopre che Livio è il marito di Malena Malè, la sua migliore amica del liceo, con cui aveva troncato i rapporti in modo brusco venticinque anni prima. L’apparizione di Livio è il grimaldello che apre la porta su un passato che Arianna aveva cercato di tenere sotto controllo. L’incontro riporta infatti a galla la morte dei genitori, di cui la protagonista si attribuisce la colpa, e un trauma adolescenziale legato a un episodio drammatico che coinvolge proprio Malena.
Nel tentativo di aiutare Livio a superare il suo disturbo, Arianna sviluppa un interesse sempre più morboso per la vita dell’ex amica. L’attenzione professionale lascia spazio a un coinvolgimento emotivo che si trasforma in desiderio di vendetta, un impulso che la protagonista sente crescere fino a volerlo tradurre in azione. Da questo momento in poi, nel romanzo la tensione tra passato e presente si intensifica fino a raggiungere il culmine, mentre Arianna è costretta a confrontarsi con il proprio vissuto, con i segreti che la circondano e con le versioni contrastanti della verità. Il percorso la conduce verso la possibilità di chiudere conti rimasti aperti, tra rivelazioni dolorose e verità inaspettate che rimettono in discussione ruoli, responsabilità e colpe.
L’autrice racconta di aver voluto esplorare le complessità dell’animo umano, soffermandosi sul contrasto tra sentimenti diversi che possono coesistere nella stessa persona e sul faticoso compito di affrancarsi dal proprio passato per poter vivere pienamente il presente. In questa prospettiva, l’adolescenza viene descritta come un tempo sospeso e unico, attraversato da contraddizioni ma anche da fili che possono essere recuperati e “sgrovigliati” nell’età adulta. Arianna è una figura incompiuta, segnata da un trascorso difficile, che nel presente vede riproporsi il passato in forme nuove e spaesanti. È nel tentativo di dipanare il proprio vissuto e i segreti che custodisce che la protagonista si avvicina, passo dopo passo, sia alla verità sia alla possibilità di un amore diverso.
Per Zucchi, la scrittura di questo romanzo è stata un’avventura intensa che l’ha riportata a sua volta nel tempo dell’adolescenza, una stagione complessa in cui spesso “i giochi restano aperti” anche molti anni dopo. La scelta della prima persona come tecnica narrativa le ha consentito di instaurare una vicinanza stretta con Arianna, fino a percepire una forte connessione, quasi una fusione con il personaggio. Questa prospettiva ravvicinata permette di seguire il percorso interiore della protagonista dall’interno, nel continuo oscillare tra desiderio di rivalsa, senso di colpa, bisogno di comprensione e ricerca di una nuova forma di equilibrio. L’intreccio tra sfera professionale e fragilità personale è uno dei nodi che il romanzo porta in superficie.
Dal punto di vista tematico, il romanzo ruota intorno alla vendetta, che si configura come uno dei motori principali della vicenda. Arianna ha l’occasione di rivalersi per un torto subito in adolescenza, ma il tracciato che sceglie di percorrere si rivela progressivamente un vicolo cieco, incapace di offrirle la liberazione cercata. Il gesto diverso che alla fine decide di compiere, tornando simbolicamente indietro rispetto alla strada imboccata, è un atto di liberazione, in grado di riscrivere il senso del passato. Su questo doppio asse temporale – il tempo dell’adolescenza e il presente adulto – i fatti narrati si intrecciano in modo profondo, mostrando quanto le ferite di ieri continuino a influenzare le scelte di oggi.
L’ultima scena rappresenta il momento in cui la protagonista riesce a guardare alla propria vita con uno sguardo nuovo. Arianna immagina di rincontrare tutte le persone decisive del suo percorso, comprese quelle che l’hanno ferita. Le osserva riconoscendo il valore di ogni incontro, come se ciascuno avesse contribuito a definire chi è diventata. Quel gesto immaginato – un inchino alla loro presenza – diventa al tempo stesso un inchino alla vita stessa, intesa come intreccio di relazioni e incontri che, anche quando fanno male, partecipano alla costruzione di un’identità.
Dal canto suo, l’editore sottolinea come con questo nuovo libro Elena Zucchi confermi la capacità di scandagliare l’animo umano attraverso personaggi che si rivelano con tempi e modalità che riflettono la schizofrenia dei nostri giorni. Viene messo in evidenza anche il ritmo narrativo, descritto come capace di alimentare nei lettori una sete inestinguibile di informazioni, spingendoli a seguire da vicino gli sviluppi della storia. In questo equilibrio tra introspezione psicologica e progressione degli eventi si colloca la forza del romanzo, che alterna momenti di sospensione emotiva a passaggi in cui la trama accelera. L’intreccio tra le rivelazioni sul passato e le scelte del presente contribuisce così a tenere alta l’attenzione fino alle ultime pagine.
Il tempo degli inganni arriva dopo il romanzo d’esordio Le scintille di Alma, pubblicato da Arkadia nel luglio 2022, e conferma il legame di Zucchi con una narrativa attenta alle dinamiche interiori e ai nodi irrisolti della biografia.
Nata a Milano nel 1967, l’autrice vive nel capoluogo lombardo ed è laureata in Lettere Moderne all’Università Cattolica, con un dottorato di ricerca in Psicologia conseguito all’Università di Genova. Iscritta all’albo degli psicologi della Lombardia, è specializzata in metodologie innovative di formazione manageriale e sviluppo di persone e organizzazioni, è certificata come istruttore di protocolli di Mindfulness e lavora anche come coach. È cofondatrice e partner di SeStante, realtà con cui gestisce e coordina progetti per aziende e team di lavoro, e dal 2001 insegna presso la Facoltà di Scienze e Tecniche Psicologiche dell’Università di Milano Bicocca.
Oltre all’attività accademica e di consulenza, Zucchi ha firmato diversi articoli sul tema dello sviluppo del potenziale individuale e manageriale e ha partecipato come coautrice ai volumi Oltre il potenziale (Franco Angeli, 2007) e La forza di crescere (Franco Angeli, 2014), oltre ad aver curato il libro Il colloquio e l’intervista. Parlare con le persone nelle organizzazioni (Franco Angeli, 2008). Ha frequentato la scuola di Scrittura Creativa di Raul Montanari ed è stata tra i cinque vincitori del Premio Letterario Straparola, con classifica e premiazioni tenutesi il 26 settembre 2020.
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