La memoria ritrovata

da: SpettacolSardegna.it
SpettacolSardegna.it
16 ottobre 2011
La memoria ritrovata

 

Preceduto nel tempo da numerose anticipazioni, in forma di conferenze e visite guidate che si sono rivolte, tra le altre, anche all’Associazione culturale “Karales”, ha visto finalmente la luce Memoriae. Il Museo cimiteriale di Bonaria a Cagliari: un nuovo brillante saggio in due volumi dell’archeologo Mauro Dadea, con le fotografie di Mario Lastretti, edito da Arkadia. Quanto uno studio esaustivo sul cimitero di Bonaria fosse atteso dalla cittadinanza cagliaritana, e dagli appassionati d’arte e di storia in generale, è stato dimostrato dalla folla che lo scorso 22 settembre ha letteralmente invaso ogni spazio del Cinema Teatro del Convento di N.S. di Bonaria, in cui si è svolta la presentazione pubblica dell’opera.
Moderato da Roberto Porrà, funzionario della Soprintendenza archivistica per la Sardegna, l’incontro ha visto avvicendarsi al microfono anzitutto il p. Salvatore Mura, rettore della basilica di Bonaria, in veste di ospite, e la prof. Paola Piras, vicesindaco di Cagliari con delega ai cimiteri urbani. L’assessore Piras, raccogliendo un’eredità ricevuta dalla precedente amministrazione, ha tessuto gli elogi dell’opera che è stata realizzata sotto il diretto patrocinio del Comune, soffermandosi a lungo a commentarne il titolo basato sull’ambivalenza semantica della parola latina memoria, che significa tanto ricordo quanto sepolcro, in quanto materializzazione del primo.
Giorgio Pellegrini, ex assessore alla Cultura del Comune di Cagliari, presente tuttavia nel proprio ruolo di storico dell’arte e docente universitario, ha rimarcato le straordinarie ricchezze artistiche ed anche paesaggistiche di un cimitero come quello di Bonaria, affacciato sul mare, evidenziando i tanti aspetti di assoluta originalità che contraddistinguono Memoriae rispetto alla saggistica già disponibile sull’argomento: a cominciare dagli importanti inediti di artisti quali Giuseppe Sartorio, Francesco Ciusa, Franco d’Aspro e altri, qui pubblicati per la prima volta, per giungere all’ampio catalogo epigrafico che si illustra, quasi a voler celebrare nella maniera più degna il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, perfino di numerosi epitaffi risorgimentali finora ignorati o che si ritenevano perduti.

Memoriae, anche al lettore meno esperto, appare veramente un’opera meritoria. Nel suo impianto monumentale, quasi enciclopedico, riesce infatti a dar conto con un linguaggio semplice e piano, affiancato da tante splendide immagini in bianco e nero, delle straordinarie ricchezze culturali del cimitero di Bonaria in tutti i suoi molteplici aspetti. Impresa tutt’altro che facile, se si considera che l’area cimiteriale si estende per ben 7 ettari ed ospita decine di migliaia di sepolture. Eppure, non una sola opera d’arte, non una sola epigrafe di specifico rilievo sembra essere sfuggita all’attenzione vigile di Mauro Dadea e all’obbiettivo fotografico di Mario Lastretti.
Dei tre volumi originariamente in progetto finora sono stati stampati solo i primi due, il primo dei quali dedicato alla descrizione topografica, alla storia e al patrimonio artistico del cimitero, con una rassegna completa di tutti gli scultori, pittori e architetti che abbiano operato per Bonaria. Il secondo volume si occupa invece di epigrafia, con una raccolta di circa 500 iscrizioni selezionate sulla base della loro valenza storica per la ricostruzione dei grandi avvenimenti che hanno riguardato Cagliari, il Regno sardo e poi l’Italia dagli anni finali del Settecento al secondo dopoguerra.

Molte di queste epigrafi, purtroppo, sono state rese ormai quasi illeggibili dall’aggressione degli agenti atmosferici uniti ai residui degli idrocarburi, e probabilmente la trascrizione operatane da Dadea è tutto quello che di qui a poco ne rimarrà. Mario Lastretti ha spiegato che per poterle fotografare è stata utilizzata la tecnica della luce radente, applicata grazie a una speciale autorizzazione che ha consentito agli autori di operare a lungo all’interno del cimitero perfino nel buio della notte.
Mauro Dadea infine, rievocando le tappe di un lavoro di ricerca e prospezione diretta sul campo che, assieme alla stesura dei testi, l’ha impegnato per circa due anni e mezzo, si è detto orgoglioso di questa sua nuova opera sugli aspetti principali della “cagliaritanità”, che va a unirsi a quelle da lui stesso già dedicate a chiese e arte sacra, all’anfiteatro romano, ai riti della Settimana santa e al culto di Sant’Efisio.
Di fronte ai risultati finora raggiunti, è quindi auspicabile che al più presto la trilogia di Memoriae possa essere completata con l’uscita dell’ultimo volume. Secondo quanto anticipato da Dadea, affiancandosi a quello in cui è stata presa in esame la storia evenemenziale di Cagliari, la cosiddetta “grande storia” cioè, così come testimoniata dagli epitaffi del cimitero storico cittadino, il nuovo libro si occuperà della storia sociale: gli uomini, le donne, i bambini, le persone comuni, il cui apporto – per quanto modesto – è stato comunque di fondamentale importanza per la costruzione della realtà nella quale ci troviamo a vivere.

(Cesare Valentini)


Arkadia Editore

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