La tessitrice del tempo

Teodora non ha ancora capito nulla della vita. Si sente spesso fuori fase e priva di punti di riferimento. Il suo cuore desidera senza saperlo. Vive in attesa di risposte che diano consapevolezza.
Forse il segreto è cogliere gli aspetti positivi di ciò che capita. Gli stimoli che giungono dall’esterno si interiorizzano e si ancorano all’anima se trovano energia tra le corde che riescono a smuovere. Allora diventano conferme e permettono di fare una riflessione del tipo «Tutto sommato va bene così». Lo scopo è attenuare il senso di inadeguatezza.
Teodora ci pensa ed è sicura di non aver letto questo concetto da nessuna parte. È diventata una sua certezza nata tra gli stimoli esterni che ha interiorizzato e cui ha bisogno di credere.
È il 2004, Facebook rivoluziona i social network e al centro nasa di Pasadena giungono le prime immagini dalla sonda spaziale Spirit atterrata su Marte. Dora, come la chiama suo nonno Paride, ha diciannove anni. Vive nel suo piccolo e unico universo. Si è diplomata al Liceo Artistico di Siena contro coloro che le suggerivano di fare altro perché quel tipo di studi non le sarebbe servito. Vorrebbe iscriversi alla Facoltà di Biologia Ambientale, ma per ora è solo un intento privo di slancio. La scelta sarebbe un compromesso tra le aspettative di sua madre Chiara che non ha potuto laurearsi quando avrebbe dovuto e le proprie, che dello studio non gliene importa niente, ma sente che potrebbe attendere un’ispirazione in aula, in vista di un cambiamento di prospettiva nella sua ricognizione fatta di tentativi. Chissà che non funzioni così, in generale, nella vita.




