“L’aquila reale in Sardegna” su L’Unione Sarda

da L'Unione Sarda

L’unione Sarda

10 dicembre 2017

Editoria. Una monografia sul grande rapace

Davanti alla lente sua maestà l’aquila reale

L’ultima fatica del fotografo Gianni Sirigu, un lavoro durato sei anni e incentrato sull’attività di predazione di questi uccelli

Sei anni di appostamenti. Di pazienza infinita. Di tenacia e sensibilità. Al gelo dell’inverno, al caldo insopportabile dell’estate. Lassù, sui monti della Sardegna, sulle vette alte e inaccessibili del Supramonte, di Dorgali, Baunei, Monte Albo, nei canaloni scoscesi, sulle rocce costiere ma anche, in tempi ben più recenti, «in zone più basse dove meno te l’aspetti di incontrare un animale di quota». È lì che Gianni Sirigu è andato a cercarselo, il soggetto della sua monografia, ultimo volume fotografico, scientifico e divulgativo, sui rapaci di Sardegna.

Questa volta l’attenzione è stata però centrata «sulla meraviglia delle meraviglie», la grande aquila reale. «Fotografarla è difficile, lo scatto non ammette errori. Se sbagli, se ti fai scorgere, se si accorge di te, devi rimandare tutto e tornartene a casa. Non è come gli altri rapaci, non torna più».

Sirigu, fotografo naturalista con una predilezione per i rapaci, è nato a Orroli 58 anni anni fa ma dal 1966 è cagliaritano d’adozione. Nel suo immenso archivio sgomitano poiane, falchi pellegrini e falchi pescatori, gheppi, gufi e civette. Il mondo del cielo a portata di mano che di tanto in tanto finisce in bella mostra in uno dei suo straordinari libri. Ora è il tempo dell’aquila, seconda monografia (dopo quella di Domenico Ruju) riservata a questo splendido volatile di grossa taglia, la cui apertura alare può raggiungere i 230 centimetri.

«Ho voluto centrare il lavoro in particolare sull’alimentazione, così da smentire quelle certezze così tanto diffuse ma poi senza conferme, che vogliono l’aquila predatrice primaria degli animali domestici. Certo, può capitare, ma questo formidabile rapace preda conigli, volpi, gatti selvatici, cervi, cinghiali, martore, donnole, altri volatili e molti altri rapaci di minor taglia», spiega il fotografo, collaboratore da sempre con il Corpo forestale e della stessa Regione anche per il censimento dei rapaci in Sardegna. Nel suo volume “L’aquila reale” (Arkadia, 57 pagine e 250 immagini), Gianni Sirigu racconta il rapace e l’Isola, gli ambienti che le ventotto coppie osservate, studiate, documentate con i suoi scatti occupano. «Ho costruito capanni naturali da una parte all’altra della Sardegna, nelle sue zone di caccia, così da non farmi trovare impreparato al momento dello scatto. L’aquila, se ti vede non torna. È per questo che devi sconfiggerla con l’astuzia. Senza invadere il suo mondo, rispettando le coppie quando nidificano e ancora di più quando hanno i piccoli», avverte il fotografo orrolese. Le sue immagini – ricordano Paolo e Laura Fasce nella prefazione – sono il vero biglietto da visita di questo grande fotografo sardo che da vent’anni insegue i rapaci. Clic puntuali che fermano il volo maestoso del grande rapace.

Sono stati gli ornitologi Sergio Nissardi e Carla Zucca a raccontare, nei testi, lo status in Italia e in Sardegna dell’ Aquila chrisaetos , ricordando anche gli studi fondamentali del ricercatore Helmar Schenk.

Andrea Piras 


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