L’estratto del nuovo romanzo di Giampaolo Cassitta su “L’Unione Sarda”

da: L'Unione Sarda

Anticipazioni. “Le destinazioni del cielo” seguono strade imprevedibili e disarmanti

 

 

Lettera per la giustizia

 

Il vecchio delitto, tutti colpevoli, tutti innocenti

 

 

Per gentile concessione della casa editrice Arkadia di Cagliari e dell’autore pubblichiamo un estratto del nuovo e affascinante romanzo di Giampaolo Cassitta “Le destinazioni del cielo”.

L’Unione Sarda
27 settembre 2014

Anticipazioni. “Le destinazioni del cielo” seguono strade imprevedibili e disarmanti. Il vecchio delitto, tutti colpevoli, tutti innocenti. Per gentile concessione della casa editrice Arkadia di Cagliari e dell’autore pubblichiamo un estratto del nuovo e affascinante romanzo di Giampaolo Cassitta “Le destinazioni del cielo”.

Don Fiorenzo Pistidda è, per il paese di Gosilì, una istituzione oramai da molti anni.

Era giunto nel 1940, giovanissimo. Suo padre, commerciante di pelli a Sassari e intimo amico di monsignor Tresesti, riuscì, dopo appena due anni, a sistemare quel suo figlio a pochi chilometri da casa.

Non a Sassari perché sicuramente era chiedere troppo, ma con il tempo e la misericordia di Dio gestita da monsignor Tresesti, il nostro Fiorenzo avrebbe senz’altro potuto percorrere molta strada. E invece, quello strano Dio che ha sempre in testa un ordine e un disegno diverso da quello degli uomini, decise di chiamare prematuramente a sé il nostro monsignore e, per don Fiorenzo, la strada si bloccò a Gosilì. […]

«Claudio. Ti posso chiamare Claudio vero? Anime del purgatorio voi trasecolate davanti a tanta evanescenza, perché questo è un paese stantio e lo si sente dall’odore della gente. Non si lavano né gli uomini e neppure le donne e questo lo trovo abbastanza disdicevole. Lo si capisce a messa, quando il sabato sera ci si riunisce e siamo quasi un centinaio». Ho la netta sensazione di essere trasportato da un fiume in piena. […]

Presentandomi avevo subito chiesto, con il mio fare spicciolo e sbrigativo, cosa fosse successo a Gosilì nel 1946. Quanti erano stati i nati e quanti i morti. Avevo spiegato al parroco che avrei dovuto condurre uno studio per la Procura e l’Università di Sassari, un’analisi demografica e sugli effetti della recidiva nel primo anno di pace, dopo una cruenta e stupida guerra. […]

Avevo aggiunto che la ricerca serviva a della gente di Roma e avevo scientificamente deciso di nominare durante la presentazione la parola Roma perché funziona sempre anche con i più scettici; la ricerca sarebbe finita in una pubblicazione dove si sarebbero ringraziati nelle note finali, quelli che avevano collaborato all’importante iniziativa. […]

Non dite mai a un logorroico, loquace, invadente, egocentrico e, per giunta, prete, che sarà citato in un libro pubblicato a Roma. È la fine. È capace di elencarvi tutti i nati e i morti degli ultimi trent’anni senza che si possa bloccare il suo fluire. […]

«Io peso quotidianamente quante donne si presentano al cospetto del Signore. Pie donne per carità, virtuose, perché per essere virtuosi basta la buona volontà, ma queste non accettano il castigo. Eppure caro Claudio», dice sempre caro Claudio , caro mio , caro figlio, cara anima , caro qualcosa , «il castigo meritato è come una medicina che risana. La memoria è la storia dei popoli e tu sai caro ragazzo che non bisogna ammazzare. Tutti commettono degli errori. Altrimenti non avrebbero mai messo le gomme sulle matite».

È davvero stupefacente come riesce a trovare proverbi, modi di dire, citazioni a una velocità disarmante. Un guitto, un giullare consumato.

«Uccidere è un peccato mortale. Indelebile», continua come un fiume che straripa e trascina con sé ogni cosa. «Ma non c’è uomo che non commetta peccati. Lo dico sempre, a tutti i miei parrocchiani: l’errore di un istante può diventare tormento per tutta la vita e occorre sempre confessare il proprio errore per essere sulla via della verità. Io ho capito, caro Claudio, qual è la tua vera ricerca. Nasce da lontano, cosa ezza. Chi offende scrive sulla sabbia, ma chi è offeso lascia nel marmo la sua impronta».

(tratto da “Le destinazioni del cielo”, Arkadia Editore, 2014)


Arkadia Editore

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