Lo scrittore e la bambina

Prologo
Mi è stata diagnosticata la noia del mediocre, certo avrei preferito quello che Hannah Arendt, alla vista di Otto Adolf Eichmann, il “tecnocrate della Shoah” definì, così su due piedi, senza starci a pensare troppo, la banalità del male. Al momento, però, mi dovrò accontentare della meno suggestiva, di sicuro meno sprezzante, noia del mediocre.
È pur vero che non sono stato mai particolarmente bravo a iniziare alcun che.
Per questo, probabilmente, mi hanno scelto.
In verità siamo numerosi ad avere questa sindrome, ma come mi annoio io, nella mia mediocrità, solo in pochi riescono; sta di fatto che risulto assolutamente privo di scrupoli nel contagiare gli altri, quegli altri che si pensano ancora sani.
È davvero di una semplicità spaventosa, basta solo avere pazienza. Per tutte le cose ci vuole pazienza. È stato così che si sono accorti che facevo proprio al caso loro e hanno scritto nella mia cartella soggetto prescelto per incapacità di pensare.
Che non vuol dire essere stupidi.
Tutt’altro.
Piuttosto significa non essere capaci a mettersi in relazione con gli altri. Non riuscire a giudicare cosa sia giusto, cosa sia sbagliato e soprattutto non prevedere implicazioni morali nelle proprie azioni e l’impatto che ne può derivare.
Ho capito fin dalla più tenera età che questa mia incapacità al pensiero poteva essere messa a frutto e successivamente monetizzata.
Sono stato designato per rendervi uguale a me.
Uomini e donne senza qualità.
Mi hanno istruito a dovere niente da obiettare, ma è anche vero che non c’è voluto molto per apprendere quanto ero già in grado naturalmente di fare.
Occorreva solo perfezionare la tecnica per utilizzare questo arto artificiale e riuscire a estenderlo a voi, come fosse un braccio che si protende e vi sollevi dall’abisso della vostra immaginazione, dal pozzo del vostro coraggio.
Il mio compito è darvi una mano, alleggerire il peso del vivere e farvi raggiungere senza troppe difficoltà la noia del mediocre.
A parte qualcuno di voi che, ostinatamente, pensa ancora di poter cambiare il corso della storia.
Di questa storia.




