“L’ombra di Kafka” sul Corriere della Sera
Premio Strega, ora la mappa è completa: 79 in lizza per la dozzina
Reso noto anche l’ultimo gruppo di titoli proposti dagli Amici della Domenica. Il 1° aprile la prossima tappa
È lontano l’appuntamento in Campidoglio, dove l’8 luglio si ospiterà la finale del Premio Strega 2026, eccezionalmente in trasferta dalla storica sede di Villa Giulia. Ma ieri la mappa editoriale e la geometria di storie, titoli e autori in gara hanno raggiunto la forma definitiva con la presentazione dell’ultimo gruppo di libri candidati dagli Amici della domenica.
Ventinove i nuovi titoli ufficializzati, che portano a settantanove (due in meno rispetto all’anno scorso) i partecipanti all’edizione numero 80 del premio letterario fondato nel 1947 a Roma da Maria e Goffredo Bellonci e oggi organizzato dalla fondazione che ne porta il nome. Una tranche che non solo è la più corposa — le precedenti non superavano quota diciotto — ma è anche la più pesante.
A partire dalla questione di genere: di trentadue autrici in lizza, quindici arrivano proprio dalla quarta tornata. Come Teresa Ciabatti con l’imprevisto triangolo tra malavita, cronaca e rapporti genitori-figli nel suo Donnaregina (Mondadori), proposto da Roberto Saviano per la «capacità unica di raccontare gli interni delle esistenze, di dare sostanza agli aspetti chiaroscurali, di metterci di fronte degli specchi in cui riconoscere parti di noi che forse preferiremmo non guardare».
O come Edith Bruck, testimone della Shoah e scrittrice (già Premio Strega Giovani nel 2021, e Campiello alla carriera nel 2023) che affronta ancora i suoi fantasmi ne L’amica tedesca (La nave di Teseo) proposto da Aldo Cazzullo: «Un libro duro, d’una potenza straordinaria, un libro che fa esistere l’altro». E poi Bianca Pitzorno, di cui Roberta Mazzanti candida La sonnambula (Bompiani) e suggerisce: «Non chiedetevi a quale genere appartiene, ma abbandonatevi al piacere di una narrazione che l’autrice mantiene in equilibrio tra realtà e invenzione».
Tante le donne sostenute da donne: Maria Attanasio con La rosa inversa (Sellerio) proposto da Ottavia Piccolo; Ilaria Bernardini con Amata (HarperCollins) nominata da Simonetta Sciandivasci; Isabella Delle Monache con Il compagno (Serradifalco Editore) proposto da Lidia Ravera; Antiniska Pozzi con Tanto domani muori (HarperCollins), romanzo di formazione proposto da Lia Levi che contrae la Milano operaia degli Anni ‘70 e un presente borghese ma non meno faticoso; Anna Mallamo, al suo esordio narrativo, è presente con Col buio me la vedo io (Einaudi) proposto da Marina Valensise, che riflette una Calabria Anni ‘80 senza «indulgenza al lirismo, ma con uno sguardo duro che finisce per farcela amare»; Cecilia Rita con Mantide (NN Editore) proposto da Ludovica Jaus; Francesca Scotti con La stagione delle case vuote (Hacca), voluto da Maria Teresa Carbone.
Ancora: Mariù Safier è dentro con La steccaia (Fuis) proposto da Massimiliano Kornmuller, Lodovica San Guedoro con Il giardino chiuso (Effigi) sostenuto da Marcello Rotili, Marialaura Simeone con Un fuoco grande. Bianca Garufi (Les Flâneurs) proposto da Giuseppe Lupo; Giuliana Vitali con Nata nell’acqua sporca (Perrone) presentato da Marco Debenedetti e Anna Voltaggio con La santa degli altri (Neri Pozza), proposto da Diego De Silva.
A pesare nell’elenco di titoli depositati ieri ci sono alcuni tra i nomi più attesi (insieme ai già confermati Michele Mari con I convitati di pietra e Cosimo Damiano con Nessuna grazia). Tra cui Mauro Covacich con Lina e il sasso (La nave di Teseo) che lo sponsor Edoardo Nesi descrive come un romanzo «coraggioso che si incarica di restituirci il senso profondo di una contemporaneità senza speranza». E Leonardo Colombati con Non vi sarà più notte (Mondadori), proposto da Alessandro Piperno per il carattere «così funambolico, così ricco di modelli e risonanze (Doctorow, Pynchon, Chabon)».
In fine Claudio Strinati propone L’ombra di Kafka (Arkadia) di Andrea Alba, Saverio Simonelli Diamante (Altre Voci) di Aldo Boraschi, Mariù Safier Recitare L’Infinito a Capo Horn (Bertoni) di Nicola Bottiglieri, Emanuele Trevi Lezioni dalle rovine (leggere, scrivere, vivere) (Avagliano) di Davide Bregola, Antonio Riccardi L’arca di Noè (Ponte alle Grazie) di Enzo Fileno Carabba, Giulio Marcon L’amico spagnolo (Exòrma) di Francesco Forlani, Massimo Onofri Calùra (Rubbettino) di Saverio Gangemi, Giorgio Nisini Quel che facciamo dell’amore (La nave di Teseo) di Massimo Maugeri, Gianluigi Simonetti La fine del mondo (Ponte alle Grazie) di Francesco Pecoraro, Luciana Castellina L’invenzione del colore (La nave di Teseo) di Christian Raimo, Sandra Petrignani Nubifragio (HarperCollins) di Nicola Ravera Rafele, e Simonetta Bartolin Parlami morte (Giraldi) di Gianluigi Schiavon.
La parola ora al Comitato direttivo (Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Dacia Maraini, Melania G. Mazzucco, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine) per decidere la dozzina di aspiranti alla bottiglia gialla che sarà annunciata mercoledì 1° aprile.
Natalia Distefano
La segnalazione sul Corriere della Sera




