Un tappo per sigillare la storia

da: L'Unione Sarda
L’Unione Sarda
3 dicembre 2010

Basta poco per stappare secoli di storia. Un tappo in sughero sigilla la confezione, una copertina in sughero racconta una tradizione millenaria. Roberto Graffi e i suoi scatti hanno imbottigliato in un elegante cofanetto «L’arte della lavorazione del sughero in Sardegna», un po’ libro fotografico, un po’ storia di uomini e donne, un po’ omaggio alla propria terra.
Centoquarantatre pagine (Arkadia editore) con testi e foto del 43enne, calangianese di adozione: nato ad Addis Abeba, dell’Etiopia e dell’Africa ha ereditato la passionalità con cui si dedica alle sue opere.
E quella del sughero è una storia che continua a Calangianus.
Nella foto di Antonio e Michelino Cossu, padre e figlio appoggiati a una catasta di sughero, ci sono le generazioni di calangianesi che l’oro dei boschi sul Limbara lo hanno estratto, lo hanno trasportato sulle spalle, lo hanno lavorato e venduto.
Famiglie che hanno avuto fortuna nel mondo imprenditoriale, artigiani che hanno dato un mestiere ai propri figli, operai che dal sughero hanno avuto una busta paga.
Michelino Cossu non lo dimentica: «Tutto quello che so l’ho imparato da mio padre. E lui mi ha insegnato tutto quello che sapeva».
Una tradizione non può essere solo lavoro. Quella delle foreste di sughereti, dei giorni della raccolta sono storie di uomini, di una squadra. Raccontano gli scorzatori che: «il profumo che emana il sughero appena estratto è come una flagranza di vaniglia…una sensazione alimentare».
Le emozioni sono rimaste intatte, ma al mercato i conti si fanno in altro modo. E il sughero, prodotto che ha ripreso vigore nella domanda internazionale, ha una vita contraria a qualsiasi prodotto che offre la natura: «Il sughero quando si compra è oro, quando si lavora è argento, quando si vende è ferro» chiude Giulio Satta, artigiano calangianese.
Stappa il libro è il consiglio di Roberto Graffi (ieri la presentazione nell’ex convento francescano) : nessun profumo di vino, né di vaniglia. Dalla copertina in sughero viene fuori la storia di Calangianus.

 

M.O.


Arkadia Editore

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