“La nebbia sale dalla terra” su Cultura al Femminile
La nebbia sale dalla terra di Antonella Presutti
Recensione di Gianna Ferro
La nebbia sale dalla terra è un romanzo di Antonella Presutti edito da Arkadia nel 2026.

L’autrice riporta in vita una scrittrice ingiustamente dimenticata, Lina Pietravalle, i cui libri parlano del suo sviscerato amore per il Molise. Antonella Presutti, nel dedicarle questo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 2020, ha voluto percorrere le sue strade, i suoi luoghi del cuore, ha attraversato sentieri, ha visitato case abbandonate ed è arrivata alla “Cipressina”, realmente esistita, il casino dove Lina ha vissuto molti anni della sua vita, tra le cui mura c’è un passato rimasto muto ad aspettare che qualcuno lo ascoltasse.
“Nelle tempeste questo cipresso, detto proprio il gigante maggiore, si cingeva di fulmini come un dio, i rami irti battevano sul terreno come nocche di dannati e le radici scuotevano le mura come fuscelli. Un fragore di trombe marine aveva il suo fiato poderoso nel vento dei temporali e mugghiava come una mandria di bufali travolti dalla paura.”
Dal romanzo Le catene (Milano 1930) di Lina Pietravalle (1887-1956). Così scriveva del cipresso che ha dato il nome al casino di campagna.
Di cosa tratta La nebbia sale dalla terra?
Esistono luoghi che non muoiono con le persone che li hanno vissuti. In questa narrazione i posti che resistono al tempo e agli individui sono in Molise, tra Salcito e Bagnoli, in un casino di campagna, la Cipressina, affacciata sulla valle del Trigno.
È qui che il coro di voci si alterna e si rincorre in una perfetta polifonia dettato da uno spartito di ricordi, gioie e dolori, segreti e lutti.
“Le frasi non dette restano non dette, quelle che avremmo dovuto evitare, non tonano indietro”
È la memoria la protagonista delle storie di Lina, Rosa, Isabella, Don Ferdinando, Michele. Ognuno con la propria verità attraverso la personale versione, secondo il loro sentire e il loro vissuto.
La casa diventa anima, la sua voce è quella che può raccontare più delle altre, perché è custode preziosa di legami indissolubili e di situazioni irrisolte. La casa che ha accolto la leggerezza dell’infanzia, la fuggevole adolescenza e la consapevolezza del tempo che passava nella vita di ognuno dei suoi ospiti, la stessa che ha visto partenze e ritorni, rivive nei racconti nostalgici dei protagonisti, restituendo a loro dignità e liberandoli da rancori e parole sospese.
“A sentirvi parlare, sembra che ognuno di voi abbia le sue ragioni, eppure io so che non è così. So che mi avete amato tutti, ognuno di un amore suo proprio.”
Perché leggere La nebbia sale dalla terra?
Un viaggio introspettivo quello che fa Antonella Presutti in questo libro, con una scrittura emozionale e passaggi di puro lirismo. Un romanzo corale che prende forma dalla suggestiva personificazione della casa che racconta, grazie alla quale le persone prendono vita e si confrontano perché “non riuscirono a dirsi da vivi quello che ora si raccontano da morti”.
Frammenti di vita convergono negli stessi ricordi raccolti da prospettive diverse. È la rimembranza che muove i fili di questa toccante narrazione che cerca di restituire veridicità e dignità alle persone, con voce poetica e nostalgica. Una lettura commovente in cui si ha la percezione che mai tutto è veramente finito. Un piccolo scrigno di sentimenti contrastanti, ma veri, in cui la forza che li fa sopravvivere e li anima è l’amore.
Sinossi
In una casa su una roccia, tra ciò che resta di un tempo ormai svanito, arrivano, in una sera di pioggia, alcuni uomini e donne. Appaiono come ombre di un passato che sembra dissolto per sempre e che, invece, rivive nella loro narrazione. E così, quelle vite banali, impastate di dolore, solitudine, tradimenti, piccole gioie e profonde delusioni, rivelano segreti, parole mai pronunciate, chiarimenti che arrivano a tempo scaduto. Il rancore si affianca all’amore, la nostalgia alla solitudine. Quello che in vita non seppero confessarsi, lo dicono ora con difficoltà e sollievo. Tutto ricomincerà o finirà per sempre nella casa, quella casa che per ciascuno di loro è stata un’ossessione, il luogo da cui fuggire e dove ritornare, l’assoluta protagonista delle loro vite.
Gianna Ferro
La recensione su Il piacere della lettura




