“Wonderful pasticcino” su SoloLibri
Wonderful pasticcino di Walter Farnetti
Arkadia editore, 2026 – Un romance che ti lascia in bocca il gusto di un Martini dry; d’altra parte, i personaggi sono giovani e bellissimi e scansano i problemi quotidiani, vivendo imbalsamati nel sentimento d’amore.
Chi scrive ha capito che lo snobismo è una trappola e dunque può leggere un romance senza sensi di colpa. I personaggi che si muovono tra feste mondane e idraulici bellissimi, che sono invitati perché fanno pure i modelli, non credo che abbiano intaccato il realismo di un paese europeo qualsiasi. E poi Walter Farnetti, lo scrittore, è di una simpatia disarmante, ha letto moltissimi libri e si sente.
La storia d’amore tra Elena e Luca, quella raccontata fra le pagine di Wonderful pasticcino (Arkadia editore, 2026), nasce da uno sguardo: lei che lavorava per La Miliardaria a bordo piscina, una pazza scatenata che andava avanti a bere Gin tonic, e lui che aggiustava le grondaie della lussuosa casa della riccona. Ma quello sguardo era stato come un avvertimento: non troverete mai un amore simile in futuro perché vi siete già scelti. Nel frattempo la donna che spruzzava olio solare ovunque, ed era già ubriaca, aveva capito che non sarebbe finita con un’avventura l’amore di uno sguardo tra Luca e Elena e decide di licenziare la ragazza, l’ennesima lasciata a casa.
Mentre il mondo va avanti e si tolgono minuti al lavoro per andare in palestra, Luca vede che le ragazze lo guardano e in passato ne gestiva un certo numero. Nei romance, le lettrici non cercano scene di sesso, che ci possono essere, ma sono trattate come se stessero pubblicizzando un gel igienizzante; conta il contorno, l’apparenza, l’oblio di sé, e poi narcisi impenitenti. L’amore sovrasta tutto e l’unico vizio che si concede a queste “sciagurate” ragazze dei romance sono i superalcolici; mentre i ragazzi stanno ore in palestra per diventare degli energumeni pieni di steroidi e tatuati dappertutto.
La cosa sconcertante che ti fa spendere un po’ di euro messi da parte è la compostezza del linguaggio. Una scrittura semplificata che farebbe la gioia di ogni traduttore. Molto più difficile fare un mobiletto di tek. E poi i soldi non sono mai un problema: Luca fa mille lavori, ma quello che sogna è una pasticceria. Dunque, tolte le ore di un lavoro qualsiasi e le tre ore in palestra, dove vai per forza, non ci sono scuse, solo se i tuoi genitori hanno avuto un incidente stradale. Quindi Luca, oltre che bellissimo, è un bravo figlio da sposare. Nel frattempo Martina, la coinquilina di Elena, si mette in mezzo per aiutare l’amica. Gli ondivaghi interessamenti li portano fino alla stanza di Luca, che in ogni caso pensa sempre a Elena.
I romance sono come la letteratura inglese della Reggenza del primo Ottocento, prima che arrivasse il moralismo della regina Vittoria. Nemmeno Liala può essere paragonata a Farnetti. Lo scrittore all’esordio narrativo, a volte, non ha nessuno motivo di correggere certi stravaganti giri a vuoto. Ma la sostanza c’è, direbbe Alberto Arbasino, che nel frattempo ha delle commissioni fuori sede, deceduto da poco tempo. Questi romance te li leggi sul treno e li finisci prima di arrivare a destinazione.
Vincenzo Mazzaccaro
La recensione su SoloLibri




