“Arkadia Editore” su Giuditta legge

A casa di Arkadia, con l’editore Riccardo Mostallino Murgia

 

Arkadia nasce nel 2009: chi eravate e cosa vi ha spinto a creare una nuova casa editrice?

Provenivamo da precedenti esperienze editoriali, in alcuni casi molto faticose. Da lì l’idea: visto che siamo in ballo, perché non osare? All’inizio molti sconsigliavano una scelta del genere, ma era la nostra strada. Devo dire che il “sacrificio” iniziale ha dato i suoi frutti, nel tempo e un passo dopo l’altro, certo, ma oggi possiamo dire di essere finalmente arrivati a una svolta… pur consci che rimane ancora molto da fare.

Tante sono le collane che vi accompagnano in poco più di dieci anni di attività: collane, che spaziano dalla narrativa alla saggistica, dalla turistica ai libri per l’infanzia, dal volume fotografico alla poesia. Come si potrebbero sintetizzare per il lettore che vi conosce per la prima volta? E per chi già è un vostro appassionato lettore ci sono o ci sono state sorprese e novità che hanno riguardato le collane nel corso di questo primo decennio di vita

Essenzialmente puntiamo sulla narrativa che, oltre alla sua collana principale e più datata – Eclypse –, negli ultimi anni ha visto nascere le collane di genere Senza rotta, Xaimaca e SideKar, i titoli delle quali stanno ottenendo un vasto consenso di pubblico. Ecco, se dovessi individuare alcuni aspetti del lavoro meticoloso svolto in questi ultimi due o tre anni direi la scoperta o riscoperta di tanti autori che sono confluiti in Senza rotta e SideKar, senza dimenticare la “riscoperta” di molti autori sudamericani pubblicati in Xaimaca. Un’offerta variegata, quella della narrativa arkadiana, che va dal romanzo storico a quello di formazione, dal giallo al thriller, senza preclusione di generi.

Il nome Arkadia e un logo sinuoso su sfondo nero: dove nascono e quale messaggio veicolano per i vostri lettori? In cosa rappresentano il progetto delle casa editrice e le proprie caratteristiche intenzioni?

A dire la verità il nome nasce dalla mia formazione classica, e intendeva anche essere un omaggio sia alla culla della civiltà greca, sia a certi fenomeni umanistico-rinascimentali che hanno visto la nascita, nel corso del XV e XVI secolo, di numerose accademie artistico-letterario sul bel suolo d’Italia. Il nome, peraltro, leggero e aristokratico al tempo stesso, rappresenta certi valori di continuità con il mondo della letteratura più classico, cui facciamo sempre riferimento.

Atto d’amore e luogo di libertà: sono definizioni trovate sul sito della casa editrice per il libro come lo intendete voi. Per questo i vostri libri rispondono a requisiti fondamentali: bellezza, armonia, profondità, senza trascurare la capacità di penetrazione nel mercato. Come tutto questo programma è risolto nelle copertine, lucide e colorate, con immagini divertenti e simpatiche, o realistiche e fotografiche?

Diciamo che non sempre è facile coniugare tutti questi aspetti, perché se è vero che per noi il libro è un pezzo di cuore e l’unico luogo autentico in cui ci si sente liberi, nel contempo è sempre più difficile trovare buoni testi. Dobbiamo infatti trovare il giusto metodo per proporre trame accattivanti, con storie appassionanti o comunque capaci di trasmettere dei valori, e nello stesso tempo occorre anche rivolgere un occhio al mercato, perché senza quello non si sopravvive. Dunque puntiamo molto sul prodotto, anche dal punto di vista estetico. Diciamo che questo aspetto ci contraddistingue parecchio e che ha portato bei riscontri.

Quella volta in cui in casa editrice avete esclamato: oh perbacco! (o altra esclamazione propria del vostro lessico per indicare grande meraviglia mista a sorpresa).

Perbacco, siamo con un nostro libro allo Strega! Oppure, l’anno dopo, perbacco, siamo nuovamente allo Strega con un nostro libro! Oppure, perbacco, quando eravamo piccoli e implumi dovevamo faticare per avere un rigo in cronaca e ora, fortunatamente, abbiamo tanti giornalisti e recensori che ci seguono con attenzione e ci chiedono di poter visionare i nostri libri. 

Quella volta in cui in casa editrice avete esclamato: peccato! (O altra esclamazione propria del vostro lessico per indicare stizza).

Quando – eravamo sempre implumi e piccolini – ci sfuggì un autore – poi divenuto notissimo –  in cerca di editore in Italia. Con il senno di poi, devo essere sincero, ora ripensando a quell’evento sorrido perché mi chiedo se avremmo avuto i mezzi e la forza per farlo “esplodere” letterariamente. 

Quella volta in cui in casa editrice avete esclamato: perdindirindina! ( o altra esclamazione propria del vostro lessico per indicare che proprio quella cosa lì non ve l’aspettavate).

Esclamiamo spesso “perdindirindina” e suoi epigoni. Soprattutto quando i nostri lettori ci segnalano l’apprezzamento verso un nostro romanzo. O fanno i complimenti per la bella squadra di autori che è venuta su.

 

Il link all’intervista su Giuditta legge: https://bit.ly/2NkPar6


Arkadia Editore

Arkadia Editore è una realtà nuova che si basa però su professionalità consolidate. Un modo come un altro di conservare attraverso il cambiamento i tratti distintivi di un amore e di una passione che ci contraddistingue da sempre.

P.iva: 03226920928




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