La sposa di Tutankhamon

da: Sardegna Quotidiano
L’antico Egitto tra faraoni, dei e amori eterni
Sardegna Quotidiano
19 febbraio 2013

 

«Vedi qualcosa?». Così il conte di Carnavon si rivolgeva all’archeologo inglese Howard Carter, in procinto di varcare la soglia della tomba intatta di un antico faraone. «Sì», fu la risposta di Carter, «vedo cose meravigliose». Così, nel novembre del 1922, il mondo fece la conoscenza di Tutankhamon, il “faraone bambino”, sovrano della XVIII dinastia durante il Nuovo regno. La fama mondiale dell’antico monarca è legata non – come nel caso di Ramses II o Tuthmosi III – a grandi vittorie militari o a importanti svolte politiche, bensì esclusivamente alla sua tomba, rinvenuta praticamente inviolata con tutto il suo corredo funerario, dall’inestimabile valore. Tra gli oggetti ritrovati, un meraviglioso trono d’oro in cui il re è ritratto nell’atto di farsi ungere d’olio il petto per mano della sua sposa, la regina Ankhesepaaton, sua sorella e figlia di Akhenaton, il “faraone eretico”, colui che provò a semplificare il pantheon egizio riducendolo all’Aton, il dio unico. «Ho voluto raccontare la storia di una donna di cui non si sa niente, pur essendo stata la consorte del re d’Egitto», spiega Claudia Musio, autrice di “La sposa di Tutankhamon” (edizioni Arkadia, 270 pagine). «Ho immaginato una sposa bambina che, pur schiacciata da forze più grandi di lei, vuole vivere il suo amore per il giovane consorte in modo fiero e libero». Di Ankhesepaaton si sa davvero, e in tutte le raffigurazioni che la riguardano risulta sempre al fianco di Tutankhamon. «Era la figlia di una delle donne più potenti di tutti i tempi, Nefertiti. Ho cercato di immaginare la vita, le insidie, le gioie e gli intrighi di un’esistenza al centro del potere, un potere che è anche capace di corrompere i cuori e le menti degli uomini», dice la scrittrice. Che svela una passione per l’Egitto «nata sui banchi di scuola e proseguita con ricerche e approfondimenti» che fanno da base a un racconto avvincente, in cui non c’è traccia di pretenziosità pur nel massimo rigore della trattazione delle fonti. Una storia fatta anche di lutti e destini tragici: «Quelli a cui il sogno di Akhenaton ha condannato la sua discendenza, destinata a essere cancellata dalla storia». Quelle vicende rivivono nelle pagine di un libro, già tradotto in altre lingue, che fa sognare gli appassionati di egittologia. E non solo loro.

F.M.


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