Roberto Saporito


Come una barca sul cemento di Roberto Saporito (Arkadia Editore 2019) a cura di Giulietta Iannone

Se Coleman Silk de La macchia umana di Philip Roth veniva allontanato dal suo prestigioso incarico universitario per un’accusa di razzismo, il protagonista de Come una barca sul cemento, nuovo romanzo di Roberto Saporito, il più postmodernista degli autori italiani di questo primo quarto del XXI secolo, vive un’esperienza simile anche se con risvolti del tutto singolari. Forse più simile al Humbert Humbert nabokoviano, il nostro professore di letteratura americana del Novecento è un predatore sessuale che quando viene allontanato dal suo personale parco giochi, inizia a cercare tramite (il temibile e spietato) social network più in voga di questi tempi, le donne del suo passato sfuggite alle sue mire di conquista. Un po’ per passare il tempo, un po’ per sopravvivere alla sua nuova (infelice) vita di guardiano di barche, porta avanti con meticolosa cura la ricerca di queste donne con cui il tempo non è stato sempre benevolo: prima c’è Flavia, vittima di violenze da parte del marito (e qui la storia prende un risvolto noir), poi c’è Linda, scrittrice rampante sempre in giro per l’Italia a fare presentazioni, che gli darà una (inaspettata) seconda occasione. Non voglio dire di più della trama, il romanzo è breve, si legge molto velocemente, i capitoli sono brevi e sincopati, tra autori e libri (da non perdere), riflessioni sul mondo letterario (non solo) italiano, e piccole epifanie su questo nostro mondo ipertecnologico ma ancora ostaggio di un male esistenziale antico che condanna quasi tutti all’infelicità. E l’infelicità sembra essere il convitato di pietra di questa storia in bilico tra l’assurdo e il probabile, tra le occasioni perdute e le ossessioni che sembrano cadenzare un destino tracciato al quale non si può sfuggire. Le storie che ci narra Saporito hanno questa cifra distintiva, sono ritratti amari e straniti di un’umanità inserita in un presente che gli sta stretto. Saporito è un autore elegante e raffinato, colto, dalle molte (buone) letture che trapelano con grazia dalla sua scrittura, conoscitore e appassionato di musica, oltre dell’arte in sé, declinata nelle sue mille facce. Dotato di grande sensibilità, quasi dolorosa, utilizza un registro stilistico rarefatto e minimale, che scolora in una certa universalità che lo rende un cittadino del mondo più che un autore italiano tout court. Molto apprezzata da chi scrive la citazione in esergo di Diario di lavorazione di Sam Shepard, accanto a Don De Lillo, Jay McIrney, Bret Easton Ellis, Jonathan Franzen e il nostro Pier Vittorio Tondelli. Colonna sonora (da ascoltare mentre si legge il romanzo) The Queen Is Dead THE SMITHS.

Roberto Saporito, nato ad Alba nel1962, ha diretto una galleria d’arte contemporanea. Autore prolifico è autore di racconti e romanzi: Harley Davidson (Stampa Alternativa, 1996), che ha venduto quasi trentamila copie, dei romanzi Il rumore della terra che gira (Perdisa Pop, 2010), Il caso editoriale dell’anno (Edizioni Anordest, 2013), Come un film francese (Del Vecchio Editore, 2015), Respira (Miraggi Edizioni) e Jazz, Rock, Venezia (Castelvecchi Editore, 2018). Suoi racconti sono stati pubblicati su antologie e su innumerevoli riviste letterarie. Ha collaborato con “Satisfiction” e, attualmente, scrive per il blog letterario “Zona di Disagio”.



Come una barca sul cemento – Roberto Saporito

La cosa che amo di più dei personaggi dei romanzi di Roberto Saporito è la  completa disarmonia con la loro epoca, il loro malessere per il presente che sono costretti a vivere quasi come una condanna.
Lo scrittore di Alba anche in Come una barca sul cemento, il suo nuovo romanzo fresco di stampa, ci regala un altro disadattato che si muove a fatica nel disagio della propria esistenza.
È un professore di letteratura americana del Novecento che insegna a Roma. Viene allontanato dal suo prestigioso incarico ed è costretto a dimettersi per uno scandalo sessuale. Lui ha il vizio di essere un predatore sessuale e non può fare a meno di portarsi a letto le sue studentesse.
Lascia Roma e l’insegnamento e si ritrova a fare il guardiano di barche in una località marina della Toscana.
Solitudine e buone letture, dorme in una barca ma non riesce a dimenticare di essere un predatore in servizio permanente effettivo.
Nel deposito di rimessaggio barche dove lavora si perde nelle nebbie della sua mente e decide tramite Facebook di aprire una porta sul passato, proprio per sopravvivere al presente che vive e che non gli piace.
Rintracciare tramite i social le donne del suo passato che non è riuscito a portarsi  a letto. Alla ricerca della scopata perduta per non perire e sentirsi vivo in un tempo da cui si sente respinto.
Flavia la trova immediatamente, le chiede l’amicizia si riconoscono immediatamente, si incontrano e ricordano i vecchi tempi per poi finire immediatamente tra le lenzuola. Tutto avviene con naturalezza, la sua indole di cacciatore trova in Flavia la giusta sponda anche perché lei in passato aveva un debole per lui.
Ma con Flavia non tutto fila liscio per via di suo marito che la picchia.  Scoprirete come va a finire leggendo il libro, anche perché Saporito è bravo nel costruire intorno a Flavia e al suo amante alcuni colpi di scena che fanno decollare la storia.
Ma il nostro professore non si accontenta di Flavia, la caccia continua. Riesce a rintracciare sempre tramite Facebook Linda, un’ altra bella  donna del suo passato per cui aveva un debole ma che per una serie di circostanze non era riuscito a portarsi a letto. Scopre che Linda adesso è una famosa scrittrice e che presenta il suo libro a Roma. Lui si presenta in libreria si riconoscono e in nome dei vecchi tempi finalmente si ritrovano a letto. Con Linda inizia una strana relazione, lei ha una compagna e vive a Venezia.
Come una barca sul cemento è un romanzo breve, che poi è la cifra della scrittura di Roberto Saporito, che si fa leggere. Il suo autore nel corso degli anni ci ha abituato a una prosa asciutta e essenziale. Il risultato sono pagine minimaliste scritte in meravigliosa sottrazione con un ritmo incalzante. Anche in questo romanzo, come in tutti i precedenti, troviamo un uomo in fuga da se stesso. Un personaggio che non cerca nessuna dimensione esistenziale, ma forse vorrebbe soltanto scomparire. Allora, da un libro all’altro corre la sua personale maratona con un’esistenza in cui nulla sembra avere senso e che sempre gli presenta il conto.

« Vivere il presente non sempre è sufficiente, anzi spesso il presente è un fardello da portare, tutti i giorni sempre uguali, e mentre il futuro potrebbe mettere ansia, chissà cosa potrebbe capitare domani, e di solito domani non è mai una cosa bella, ma sicuramente una cosa brutta, malattie improvvise e personali crisi finanziarie, tradimenti di partner, parenti e amici, sciagure in pratica, il passato, complice la bugia della propria memoria, spesso è mitico, grandioso, al limite del mitologico, ma è anche solo consolatorio, specialmente nel caso che fosse veramente bugiardo: spesso ci si ricorda di quel che si vuole, scartando, magari, chirurgicamente tutte quelle parti, non piacevoli, non interessanti, magari perfino sgradevoli. In base a questi canoni il passato non è mai molesto, o amaro, o increscioso, ma al contrario è sempre gradevole, spesso incantevole.Potere malato della mente».

Scopare tutte le occasioni perse è l’impresa folle di questo uomo che fugge dal suo presente a cui preferisce un passato mal digerito.

Nicola Vacca



Roberto Saporito, nato ad Alba nel1962, ha diretto una galleria d’arte contemporanea. Autore prolifico, ha scritto racconti e romanzi: Harley Davidson (Stampa Alternativa, 1996), che ha venduto quasi trentamila copie, Il rumore della terra che gira (Perdisa Pop, 2010), Il caso editoriale dell’anno (Edizioni Anordest, 2013), Come un film francese (Del Vecchio Editore, 2015), Respira (Miraggi Edizioni) e Jazz, Rock, Venezia (Castelvecchi Editore, 2018). Suoi racconti sono stati pubblicati su antologie e su innumerevoli riviste letterarie. Ha collaborato con “Satisfiction” e, attualmente, scrive per il blog letterario “Zona di Disagio”. 



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Arkadia Editore è una realtà nuova che si basa però su professionalità consolidate. Un modo come un altro di conservare attraverso il cambiamento i tratti distintivi di un amore e di una passione che ci contraddistingue da sempre.

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