“Lo scrittore e la bambina” su La rivista intelligente
Zio Flaiano
Una bambina è una bambina. Anche se è molto sveglia, intelligente, “avanti” come si dice oggi. Siamo negli anni ’60, a Roma, nel quartiere Montesacro. La bambina corre da sola, i suoi coetanei sono spesso cattivi, capricciosi, fanno i dispetti e lei, per difendersi, diventa più cattiva di loro. E allora preferisce la solitudine.
Un giorno, seduto su una panchina, vede un signore coi baffi – lei adora i baffi – che le sorride con uno sguardo sornione. Lei gli si siede accanto. Arriva sua mamma, trafelata, e chiede al signore se sua figlia lo sta infastidendo. Il signore scuote la testa, si alza e si presenta: “Sono Ennio Flaiano, è un piacere conoscerla”.
La mamma strabuzza gli occhi, l’uomo che ha davanti è uno scrittore e uno sceneggiatore famosissimo. La bambina è piena di gioia per l’incontro, finalmente lei e la mamma hanno un amico con cui discorrere e di cui fidarsi. Da quel momento sarà “Zio Flaiano”, che non ha nulla a che fare con lo zio d’America, piuttosto viene considerato uno di famiglia. Gli incontri della panchina si fanno frequenti, la bimba, sua madre e lo scrittore formano un mondo a parte pieno di allegria ma anche di dolore e nostalgia quando Zio Flaiano racconta della malattia incurabile di sua figlia Lelé, che sta chiusa in una clinica svizzera con la moglie.
La bambina cresce, affina le sue capacità, anche se a scuola non è mai a suo agio, troppo indipendente per le maestre. Lo scrittore e la mamma parlano di tutto: delle guerre (il Vietnam al primo posto), del comunismo, del fascismo, delle proteste giovanili e la ragazzina ascolta, impara, si dispera mentre vorrebbe solo ridere ed essere felice. Ma i “mostri” popolano il mondo, anche quelli che vede solo lei, come il vecchiaccio che la insulta dalla sua postazione nel parco.
La scrittura del libro è semplice ma curata, si ha davvero l’impressione di ascoltare e vedere le cose con gli occhi di una fanciulla. L’autrice, Maria Caterina Prezioso, è al suo secondo romanzo, dopo “I Giorni Pari”
Costanza Firrao
La recensione su La rivista intelligente


